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Pene
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Il mwcgpene è l'organo mwcwcopulatorio maschile tipico dei mwdamammiferi ma presente anche in altri mwdqphyla. Nei mammiferi costituisce, con i mwdgtesticoli, l'mwdwapparato riproduttivo esterno del maschio. Svolge anche le mweafunzioni escrettive, come ultimo tratto interessato alla mweqminzione.cite-ref-insubria-1-0[1]

Contents

Note

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Filogenesi

Gli organi genitali esterni sono apparsi nel mwgqdevoniano, circa 410 milioni di anni fa, quando i mwggtetrapodi hanno iniziato ad abbandonare l'ambiente acquatico. Si rendeva infatti necessario ovviare all'assenza di fase liquida in cui rilasciare i gameti e ciò si ottenne attraverso il passaggio alla fecondazione interna.

Tra gli mwhaamnioti lo sviluppo di pene erettile è avvenuto indipendentemente per mwhqmammiferi, mwhgtartarughe, mwhwrettili e mwiaarcosauri, cioè mwiqcoccodrilli e mwiguccelli.

Nel corso dell'evoluzione gli uccelli hanno perduto questo organo, ad eccezione di mwjaPaleognati e mwjqAnseriformicite-ref-2[2].

Mammiferi

Monotremi

I Monotremi presentano caratteristiche particolari nell'apparato riproduttivo, in quanto sono forniti di mwlqcloaca, al cui interno si trova il pene, da questa derivato embriologicamente. Il pene si estroflette solo per la copula e i testicoli sono interni. Nelle mwlgechidne il pene presenta quattro terminazioni poste su un tronco unico e la vagina femminile è biforcuta. Solo due terminazioni, alternativamente, partecipano alla copula.cite-ref-insubria-1-1[1]cite-ref-3[3]

Il pene dell'mwoaornitorinco pare abbia solo due punte.

Marsupiali

La maggior parte dei mwowmarsupiali ha il glande bifido, diviso in due colonne indipendenti, ognuna delle quali si può introdurre nella doppia vagina femminile.cite-ref-4[4]

Placentati

Nei placentati il pene è omologo del mwtgclitoride femminile, in quanto entrambe le strutture si sviluppano dalla medesima struttura embrionale.cite-ref-5[5] Si diparte da due mwuwradici che si uniscono formando il mwvacorpo cavernoso. In misura diversa a seconda delle specie, il pene può fuoriuscire dal corpo; la sua parte distale è parzialmente racchiusa in una tasca cutanea aperta detta mwvqprepuzio, disposta ventralmente in prossimità dell'ombelico.

A dimostrazione della varietà anatomica del pene nei mammiferi, si può notare che nei ruminanti e nel mwvwverro presenta una caratteristica piegatura a "esse", negli mwwaelefanti, nei mwwqtapiri e nei mwwgdelfini è prensile per facilitare la copula.cite-ref-6[6]

L'mwyaosso penico è una struttura che serve a mantenere rigido il pene per favorire il rapporto sessuale. La sua ampia distribuzione permette di ipotizzare che si sia evoluto presto nei placentati e che successivamente sia andato perduto in alcuni gruppi. È infatti presente nei mwyqroditoricite-ref-7[7], mwzginsettivori, mwzwCarnivoracite-ref-8[8], mwbachirotteri e mwbqprimati, tranne l'mwbguomo e la mwbwscimmia ragno.cite-ref-9[9]

Il pene (e la clitoride) dei mammiferi svolgono un ruolo importante nei comportamenti riproduttivi: i loro recettori trasmettono le sensazioni al mwdqsistema di ricompensacite-ref-10[10], che favorisce la motivazione sessuale.

Hominida

Nel corso dell'evoluzione degli ominidi, il sistema nervoso si è modificato dissociando la sessualità dai cicli ormonali e quindi alterando i geni recettori dei ferormoni e questo ha causato la scomparsa del riflesso di lordosi femminile. Ciò ha aumentato l'importanza delle sensazioni fisiche di pene e clitoride.cite-ref-11[11]

Homo sapiens

Nel maschio di Homo sapiens è assente l'osso penico quindi, diversamente dalle altre specie, i corpi cavernosi si riempiono di sangue per mwgwirrigidire la struttura e consentire la mwhapenetrazione della vagina.

Rettili

Nei mwjgLepidosauri (lucertole, serpenti, tuatara) ci sono mwjwemipeni, delle strutture non omologhe al pene situate nella parte posteriore della cloaca.cite-ref-12[12]cite-ref-13[13] In questo caso il plurale è d’obbligo in quanto ogni individuo ne possiede due, di questi però solo uno viene usato per la copula. Questi organi riproduttivi sono spesso dotati di ganci e spine, nei varani troviamo addirittura strutture calcificate. Tali insolite formazioni hanno la funzione di migliorare l’aggancio tra i due esemplari durante l’accoppiamento.

Il mwmqtuatara è privo di pene, presente però in fase embrionale, a dimostrazione che la specie si è evoluta da antenati muniti dell'organo.cite-ref-14[14]

• mwoaTestuggini struttura cloacale che si avvicina molto al pene dei mammiferi, i loro membri infatti possiedono del tessuto erettile grazie all'azione della pressione sanguigna.
• mwogArcosauri (Coccodrilli e Uccelli) qui solo il coccodrillo

Uccelli

Di norma, negli mwqguccelli non sono presenti veri e propri peni, con alcune eccezioni, come negli mwqwAnatidi, che spesso possono estroflettere l'organo per molti centimetri. Ad esempio, il pene dell'mwraanatra argentina supera i 50 centimetri. Le forme affusolate e a mwrqcavatappi del pene servono ad ancorarsi alla partner ed iniettare velocemente lo mwrgsperma, considerato che la copula può durare anche meno di un secondo.

Molluschi

L'organo copulatorio dei mwuqCephalopoda non è un pene, ma un braccio trasformato, detto mwugectocotile; tale struttura nel mwuwcalamaro gigante è rudimentale e pertanto nella specie si è evoluto un mwvapene.cite-ref-15[15]

Nulla si sa sul raro mwwgcalamaro colossale, in quanto non è stato mai catturato un maschio.

In alcuni Gasteropodi nel complesso meccanismo mwxaermafrodita esiste un "pene" che termina con un mwxqflagello.

Insetti

Negli insetti maschi l'mwyaorgano di introduzione dei gameti corrisponde alla parte distale del canale eiaculatorio. In alcuni mwyqHeteroptera, il maschio possiede un pene perforante, che introduce nel corpo della femmina: l'accoppiamento viene detto copula traumatica.

Il genere mwzaNeotrogla è l'unico caso in cui sono le femmine ad avere il pene e penetrare i maschi per prelevare lo sperma.cite-ref-16[16]

Note

cite-note-insubria-11. mw2qmw2gmw2wUniversità dell'Insumbria, su mw3astudocu.com.
cite-note-22. D. A. Kelly, The Functional Morphology of Penile Erection: Tissue Designs for Increasing and Maintaining Stiffness, in Integrative and Comparative Biology, 2002, volume 42, numero 2, pagg 216-221
cite-note-33. mw4wmw5amw5qSito L'orologiaio miope, su mw5glorologiaiomiope.com.
cite-note-44. mw6gHugh Tyndale-Biscoe e Marylin Renfree, mw6wmw7aReproductive pysiology of marsupials, Cambridge, Cambridge University Press, 1987, p.mw7q capitolo 4. ISBN 978-0-521-33792-2
cite-note-55. mw8gmw8wmw9aLezioni di Marcello Mundula, docente Produzioni animali presso l'Istituto Tecnico Agrario "Duca degli Abruzzi" di Cagliari-Elmas, su mw9qproduzionianimali.it. mw9gURL consultato il 27 marzo 2020 mw9w(archiviato dall'mw-aurl originale il 27 marzo 2020).
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Voci correlate

• mwaweFoto del pene

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itpene, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itpène, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) penis, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.